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In queste ultime settimane le città svizzere hanno registrato un aumento della concentrazione di particelle sottili nell'aria, a causa delle basse temperature, tuttavia non vi è alcun pericolo per la popolazione, secondo l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).

La situazione andrà migliorando nei prossimi giorni, afferma Richard Ballaman, responsabile della sezione Aria dell'UFAM. Il freddo porta ad aumentare il riscaldamento nelle abitazioni e a consumare più legna, inoltre le vetture hanno bisogno di più tempo per scaldare i motori e mettersi in moto, così che le emissioni aumentano. Da segnalare anche il prolungato periodo di siccità, che accentua il processo di inquinamento, poiché le particelle non possono diluirsi nell'aria, e il sale che si accumula sulle strade, contribuendo all'inquinamento atmosferico.

Come se non bastasse, secondo l'esperto, va tenuto conto pure dell'inversione termica, ossia la nebbia in pianura e il bel tempo in altitudine che fa ristagnare l'aria in prossimità del suolo. Certe regioni, come Zurigo e Argovia, con 50-70 microgrammi per m3, presentano valori di poco superiori alla norme, fissata a 50 microgrammi. La situazione era molto più preoccupante nel 2006, con valori nettamente più alti. La popolazione non deve inquietarsi, ha affermato Richard Ballaman.

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SDA-ATS