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Gli oltre 100.000 armeni che lavorano in Turchia non sono cittadini turchi, "li potremmo espellere anche se ancora non lo abbiamo fatto": lo ha detto il presidente turco Recep Tayyp Erdogan citato dai quotidiani Today Zaman e Hurriyet.

La minaccia di espulsione, nota Zaman, non è nuova: Erdogan l'aveva paventata già nel 2010.

Erdogan, parlando all'aeroporto di Ankara prima della partenza per una missione in Kazakistan, ha ricordato che, oltre ai cittadini turchi di origine armena, ci sono circa 100.000 lavoratori immigrati e che lo Stato "non ha mai discriminato il popolo armeno".

La Turchia "si comporta generosamente" non espellendo i 100.000 lavoratori armeni, anche se "potrebbe farlo" se volesse.

Le posizioni della comunità internazionale nei confronti della Turchia, sul tema del genocidio degli armeni, "non sono accettabili per un Paese che ha offerto tutti questi servizi", ha affermato Erdogan.

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SDA-ATS