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Le armi di piccolo calibro generano un flusso di denaro pari a 8,5 miliardi di dollari ogni anno, e nello stesso periodo di tempo uccidono circa mezzo milione di persone. Sono questi i dati emersi dal rapporto Small Arms Survey 2012, presentato al Palazzo di Vetro.

E mentre il livello di trasparenza dei movimenti di armi leggere in Europa e in NordAmerica è relativamente buono, è invece in ritardo in Africa, Asia e Medio Oriente, ha affermato Eric Berman, direttore generale del rapporto.

Stando al documento, Svizzera, Regno Unito e Romania sono i tre paesi più trasparenti, mentre in fondo alla classifica si situano Iran, Corea del Nord e Emirati Arabi Uniti. Gli Stati Uniti si collocano al 14 posto.

"La nostra responsabilità collettiva è chiara, bisogna impedire il flusso di armi leggere illegali nelle zone di conflitto e post-conflitto, e allo stesso modo non permettere che arrivino nelle mani di signori della guerra, trafficanti e criminali", ha detto il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon.

Al quartier generale di New York sono intanto iniziati i lavori della Seconda Conferenza di revisione del Programma delle Nazioni Unite sul tema, in programma fino al 7 settembre prossimo. Il documento, adottato per consenso nel 2011, contiene raccomandazioni concrete per migliorare la legislazione nazionale e i controlli sulle armi di piccolo calibro, oltre a promuovere la cooperazione regionale e internazionale.

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SDA-ATS