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L'armonizzazione della scuola obbligatoria in Svizzera, come prevista dall'articolo costituzionale sulla formazione votato nel 2006, è già molto avanzata e prosegue nella giusta direzione.

L'unico settore problematico è quello dell'insegnamento delle lingue, stando al bilancio stilato dalla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE).

L'articolo costituzionale, approvato dal 86% dei votanti, impone un'armonizzazione dei sistemi educativi in Svizzera, in particolare per quanto riguarda l'inizio e la durata del periodo scolastico. Il concordato HarmoS invece si spinge più in là e comprende elementi non contemplati nell'articolo costituzionale.

A partire dall'anno scolastico 2015/2016 le scuole di livello secondario dureranno tre anni in tutti i cantoni romandi e svizzerotedeschi. In canton Ticino invece la scuola media dura quattro anni, in base a un'eccezione inscritta nel concordato HarmoS. Inoltre in ben 17 cantoni, che rappresentano l'87% della popolazione, nella scuola obbligatoria sono stati introdotti due anni di insegnamento prescolastico. Per la maggior parte dei bambini quindi il livello primario inizia a 4 anni.

Per quanto riguarda gli obiettivi, tutti i piani di studio regionali contemplano le stesse finalità. Il Plan d’études romand (PER) è già applicato, i cantoni svizzerotedeschi si pronunceranno sull'introduzione del Lehrplan 21 e in Ticino il Piano di studio sarà pronto in estate. Nel 2016 e 2017 tutti i cantoni parteciperanno a un'inchiesta per verificare se gli obiettivi sono raggiunti, precisa la CDPE.

Il modello che prevede l'insegnamento di due lingue straniere a partire dalle elementari sarà applicato dal prossimo anno in 23 cantoni. Il Ticino, anche in questo caso, ha un suo proprio modello che prevede l'insegnamento di tre lingue. In diversi cantoni svizzerotedeschi, Grigioni compresi, sono stati inoltrati atti parlamentari o iniziative per chiedere che solo una lingua straniera venga insegnata alle elementari. In questo settore quindi non si possono escludere differenze fra i vari cantoni e sarà necessario seguire attentamente l'evoluzione, conclude la CDPE.

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SDA-ATS