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La polizia ginevrina ha arrestato un trafficante della 'ndrangheta latitante da quasi due anni.

Keystone/DPA dpa/A3386/_ULI DECK

(sda-ats)

La polizia giudiziaria ginevrina ha arrestato venerdì un boss della 'ndrangheta latitante da quasi due anni. Secondo la giustizia italiana è la mente di un vasto traffico di cocaina ed eroina e deve scontare 17 anni di prigione.

Lo ha detto oggi il portavoce dell'Ufficio federale di Giustizia (UFG), Folco Galli, alla Tribune de Genève. L'uomo, di 39 anni, è stato interrogato sabato e si è opposto all'estradizione. "L'Italia dovrà quindi inoltrare una domanda formale di estradizione", ha sottolineato. Nel frattempo il boss della mafia calabrese è incarcerato nel penitenziario ginevrino di Champ-Dollon.

Era ricercato dall'ottobre del 2015, quando era fuggito dagli arresti domiciliari, concessi per motivi di salute. Secondo la Tribune de Genève, risiedeva nella vicina Alta Savoia, a Veigy-Foncenex, e faceva il pendolare per lavorare come cuoco in una pizzeria di Carouge (GE).

L'arresto è avvenuto dopo mesi di indagini congiunte da parte della Procura di Monza e di una unità speciale. Grazie ad intercettazioni telefoniche e alla sorveglianza della posta si è riusciti a rintracciare il boss e a localizzare la sua abitazione in Francia. La polizia francese e quella svizzera erano state avvertite recentemente.

Nel marzo del 2016 quindici presunti membri della 'ndrangheta erano stati arrestati nei cantoni di Turgovia, Zurigo e Vallese. Per tredici di loro l'Italia ha chiesto l'estradizione, finora applicata in un solo caso.

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SDA-ATS