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Artemis archivia un 2014 positivo in termini di giro d'affari e di redditività.

Il gruppo - attivo sia in ambito industriale, attraverso il controllo di aziende quali Franke (cucine) e Feintool (macchine utensili), sia in quello finanziario, con una società di partecipazione in imprese quotate in borsa o private - ha realizzato un fatturato di 2,67 miliardi di franchi, in progressione del 3,6% rispetto al 2013.

L'utile operativo Ebit è aumentato di un quarto a 162 milioni di franchi, ha indicato oggi la holding con sede a Hergiswil (NW) che ha come presidente e CEO l'investitore Michael Pieper. Il risultato dopo le tasse si è contratto invece del 4,5% a 178 milioni, una flessione dovuta all'esistenza di un fattore straordinario l'anno precedente.

Sia Franke che Feintool hanno contribuito in modo sostanziale al risultato operativo. Il gruppo ha inoltre potuto approfittare dei bassi tassi di interessi, del calo del costo delle materie prime e di cambi relativamente stabili.

Nel primo trimestre 2015 Artemis ha invece sofferto per il rafforzamento del franco: il giro d'affari è diminuito su base annua del 12,3% a 572 milioni. L'abolizione del cambio minimo ha avuto un impatto negativo anche sugli utili, fa sapere il gruppo, che non fornisce però dettagli al riguardo.

Nell'esercizio in corso è prevista una situazione di mercato relativamente favorevole. Visto che molte attività produttive sono espletate in Svizzera la società dovrà comunque far fronte a importanti sfide. Per contrastare gli effetti del franco forte sono state già decise misure concrete, sia di breve periodo che di natura strutturale.

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SDA-ATS