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La Corte d'assise di Münster, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, ha condannato oggi un 28enne nigeriano a 13 anni di reclusione per omicidio. Colpito da un mandato di cattura a livello europeo, era stato arrestato qualche giorno più tardi a Basilea e in seguito estradato (foto archivio).

KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS

(sda-ats)

Tempi veloci della giustizia tedesca per un richiedente l'asilo arrestato a Basilea: la Corte d'assise di Münster, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, ha condannato oggi un 28enne nigeriano a 13 anni di reclusione per omicidio.

I giudici lo hanno riconosciuto colpevole di aver accoltellato nel febbraio scorso in strada una studente di 22 anni che - a titolo di volontariato - aiutava i rifugiati: la vittima era stata colpita 21 volte. La pena è inferiore alla richiesta dell'accusa, che si era battuta per l'ergastolo e per qualificare il reato come assassinio.

Il giovane, arrivato in Germania nel 2015, aveva conosciuto la ragazza nel centro per rifugiati di Ahaus. Fra i due vi era stata anche una breve relazione intima, presto però interrotta: stando all'atto d'accusa il nigeriano ha in seguito cercato però di riconquistare la donna, mettendola fortemente sotto pressione.

L'11 febbraio l'uomo si era presentato davanti alla casa della 22enne con un coltello e una grande valigia munita di rotelle. Dopo avere accoltellato la sua vittima, alta 153 centimetri, aveva cercato di chiuderne il corpo nella valigia. Con il sopraggiungere di diverse persone, attirate dalle grida, era poi scappato. La ragazza era deceduta all'ospedale a causa delle gravi ferite riportate al torace e al collo.

Colpito da un mandato di cattura a livello europeo, l'omicida era stato arrestato qualche giorno più tardi a Basilea e in seguito estradato.

Durante il processo il 28enne - la cui domanda d'asilo era stata peraltro respinta - non si è espresso riguardo agli addebiti che gli sono stati mossi. Stando alla Corte non possono però sussistere dubbi riguardo alla sua colpevolezza: prima di fuggire in Svizzera il giovane aveva infatti lasciato vestiti sporchi di sangue nel centro per asilanti in cui alloggiava.

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SDA-ATS