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Le espulsioni per via aerea di candidati all'asilo bocciati costano caro: l'anno scorso la Confederazione ha sborsato 8,5 milioni di franchi, un terzo dei quali per finanziare 41 "voli speciali". Complessivamente quasi 8600 richiedenti sono stati espulsi l'anno scorso a bordo di un aereo, con le buone o con le cattive. Nel 2013 erano stati circa 12'000.

Ai citati 8 milioni e mezzo si aggiungono i costi legati all'accompagnamento da parte di agenti di polizia quando una persona dev'essere rimpatriata di forza, ha indicato all'ats Céline Kohlprath, portavoce della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), l'ex Ufficio federale della migrazione (UFM). Il conto globale non è tuttavia noto: "la SEM non allestisce statistiche al riguardo".

A gonfiare i costi è anche il fatto che spesso i voli devono essere annullati: quasi 3000 rinvii di richiedenti asilo non hanno potuto essere effettuati secondo programma nel 2014.

Quando Berna decide di rimpatriare in aereo un richiedente bocciato, la Confederazione gli prenota un posto su un volo. Ma non tutti questi passeggeri si presentano. Alcuni spariscono, altri si danno malati o rifiutano all'ultimo minuto di salire. Gli annullamenti in extremis di prenotazione sono stati l'anno scorso 2819 e sono costati ai contribuenti circa 390'000 franchi.

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SDA-ATS