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Asilo: UDC, necessarie misure immediate, soprattutto verso Italia

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 febbraio 2012 - 17:05
(Keystone-ATS)

Nel settore dell'asilo in Svizzera regnano "abusi", "assurdità", "inattività", "mancanza di autorità". L'UDC ha presentato oggi i suoi rimedi, che saranno sottoposti alla Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale i prossimi 23 e 24 febbraio. "La situazione particolarmente critica in Ticino" impone provvedimenti nei confronti dell'Italia.

Berna deve sottoscrivere al più presto con Roma un trattato per far rispettare l'accordo di Dublino, secondo cui la procedura d'asilo incombe al paese dove la relativa domanda è stata inoltrata, ha affermato il consigliere nazionale Christoph Blocher (ZH), già capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), in una conferenza stampa a Berna.

"L'Italia va un po' messa sotto pressione", ha detto la consigliera nazionale Roberta Pantani (Lega/TI). La vicesindaca di Chiasso, responsabile del dicastero della sicurezza, ha criticato una proposta "poco sensata" della scorsa settimana dell'Ufficio federale della migrazione (UFM). A suo dire l'UFM ha comunicato che i richiedenti l'asilo devono essere trasportati dal Ticino a Zurigo per essere imbarcati su un volo verso Milano - finora erano posti su un volo Lugano-Roma. Ciò "non ha molto senso": le persone sono trasportate prima 200 chilometri verso nord per farle giungere 30 chilometri a sud di Chiasso. "Da Milano basta un batter d'occhio per ritornate di nuovo a Chiasso", ha detto.

La Pantani ha affermato che a Chiasso i "richiedenti provenienti da uno stato dello spazio Dublino sono circa 600-800 al mese". Glauser ha indicato che i rinvii di persone nell'ambito dell'accordo di Dublino sono, nello stesso periodo, circa 250.

Per difendere i propri interessi alla Svizzera non resta che "reintrodurre i controlli alla frontiera", ha sostenuto Blocher. Questa pratica non contravviene agli accordi di Schengen e Dublino. Altri paesi l'hanno già attuata "per ragioni di sicurezza": Danimarca, Olanda e Francia, proprio sul confine con l'Italia.

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