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Assange, Svizzera potrebbe fare di più

Nils Melzer a Ginevra. KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 29 dicembre 2019 - 12:47
(Keystone-ATS)

La Svizzera potrebbe fare di più per Julian Assange, il fondatore di Wikileaks, alla luce della sua tradizione democratica, umanitaria e in materia di diritti umani.

È quanto dichiarato al "SonntagsBlick" dal relatore dell'ONU contro la tortura, Nils Melzer di Zurigo, secondo cui "mantenere il silenzio non è certo nell'interesse a lungo termine della Svizzera".

Diverse personalità nella Confederazione, nonché organizzazioni e partiti, hanno chiesto alle autorità di concedere l'asilo all'Australiano. "Ma la Svizzera vuole evitare di posizionarsi dalla parte sbagliata e di esporsi. Non vuole che gli americani attacchino il suo centro finanziario".

"Tuttavia è in gioco la protezione degli informatori, la libertà di stampa e lo stato di diritto", ha sottolineato Melzer, tutti temi sui quali la nostra politica ufficiale è assai impegnata.

Secondo Melzer - esperto indipendente dell'ONU e professore di diritto internazionale - la Svizzera "potrebbe essere più chiara anche di fronte a Stati potenti e chiedere il rispetto delle norme fondamentali del diritto internazionale per via diplomatica".

Melzer è preoccupato per le condizioni di salute di Assange, detenuto in un carcere britannico in totale isolamento. Assange, che Melzer ha potuto visitare più volte, mostra "sintomi clinici di tortura psicologica". Oltre ad essere sotto sorveglianza video 24 ore su 24, è isolato da "qualsiasi contatto amichevole e familiare". Non ha accesso ai suoi avvocati americani né al fascicolo dell'accusa, il che gli provoca un forte stress.

Medici di tutto il mondo hanno recentemente chiesto pubblicamente alla Ministra degli Interni britannica Priti Patel di autorizzare il trasferimento di Assange in una clinica. Il 19 di dicembre, diverse ONG, sindacati e le sezioni ginevrine di diversi partiti di sinistra hanno domandato alla Svizzera di concedere asilo politico al fondatore di Wikileaks.

Nel 2010, Wikileaks - associazione senza scopo di lucro che riceve in forma anonima documenti di ogni tipo protetti dal segreto di stato per poi pubblicarli sul proprio sito web - aveva pubblicato oltre 700.000 documenti riservati sulle attività militari e diplomatiche degli Stati Uniti.

Assange, 48 anni, è detenuto nel Regno Unito dal maggio scorso, dopo che l'Ecuador del nuovo presidente Lenin Moreno gli ha revocato l'asilo concesso 7 anni prima da Rafael Correa. Nel frattempo ha finito di scontare la pena per violazione dei termini della libertà vigilata inflittagli nel 2012, quando si rifugiò nell'ambasciata ecuadoriana a Londra.

Ma rimane in cella in attesa dell'avvio delle udienze previste da febbraio 2020 sull'estradizione chiesta dagli Stati Uniti, paese dove rischia una condanna fino a 175 anni di galera. E dove secondo molti non può sperare in un giudizio equo.

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