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Assange: verdetto su estradizione fissato per il 4 gennaio

Se consegnato agli Stati Uniti Assange rischia fino 175 anni di carcere. Keystone/EPA AAP/BIANCA DE MARCHI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 01 ottobre 2020 - 19:29
(Keystone-ATS)

Sarà annunciata il 4 gennaio, ben dopo le elezioni americane e oltre le attese, la sentenza (appellabile) della Corte britannica di Old Bailey sulla controversa richiesta d'estradizione negli Usa di Julian Assange, già nume tutelare di WikiLeaks.

Lo ha annunciato oggi la giudice Vanessa Baraitser, chiudendo a Londra le audizioni dei testimoni e delle parti, e rinviando la conclusione del procedimento all'inizio dell'anno nuovo, salvo un'udienza tecnica prevista per il 29 ottobre.

Il fondatore di Wikileaks, inseguito da anni da Washington per aver messo le mani su una montagna di documenti riservati imbarazzanti, militari e diplomatici (incluso su crimini di guerra commessi in Iraq e Afghanistan) poi pubblicati attraverso testate internazionali di fama, se consegnato oltre oceano rischia fino 175 anni di carcere.

Le imputazioni che gli vengono contestate sono presunta pirateria informatica in collaborazione con la gola profonda del Pentagono Chelsea Manning, nonché "spionaggio", accusa sollevata per la prima volta in una vicenda di pubblicazione di materiale sensibile sui media.

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