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I rapporti con l'Unione europea sono importanti, "dobbiamo averne cura". Il monito viene dal presidente del Partito liberale radicale (PLR) Philipp Müller, che ha ricordato ai delegati riuniti oggi in Assemblea a Ginevra come la Svizzera, "in quanto paese esportatore, abbia bisogno dell'accesso ai mercati esteri".

Müller ha ricordato che Consiglio federale si appresta ad avvivare le discussioni per risolvere l'attuale impasse e rilanciare la "via bilaterale". Respingere questi accordi potrebbe portare a un'adesione forzata, ha messo in guardia il presidente, secondo cui ciò fa parte del programma del Partito socialista (PS) ma non delle intenzioni dei suoi elettori.

Nel corso dell'Assemblea i delegati si occupano soprattutto delle parole d'ordine per le prossime votazioni, in particolare sull'iniziativa UDC sulle famiglie e sul referendum sull'aumento a 100 franchi della vignetta autostradale. Il PLR ha già deciso ad ampia maggioranza in agosto di respingere l'iniziativa "1:12" di Gioventù socialista.

I delegati discutono anche di un documento strategico sulla ricerca e l'innovazione, due settori considerati dal PLR come la chiave dei successi futuri, della prosperità e di un sano mercato del lavoro della Svizzera. Il partito non reclama solo più finanziamenti, ma anche una maggior libertà per la ricerca e delle scuole di alto livello.

Subito dopo l'apertura dei lavori, i tre candidati PLR al Consiglio di Stato ginevrino Isabel Rochat, François Longchamp e Pierre Maudet, hanno garantito ai delegati la loro intenzione di portare avanti i valori liberali-radicali in caso di un'elezione il prossimo 10 novembre.

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SDA-ATS