Il PPD raccomanda di respingere l'iniziativa popolare "per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi", in votazione il 13 febbraio. La decisione è stata presa con 149 voti contro 110 e otto astensioni dopo un acceso dibattito durante l'assemblea dei delegati in corso a Pratteln (BL).

Il comitato direttivo del partito e la maggioranza del gruppo parlamentare si erano già detti contrari all'iniziativa. Le Donne PPD e la sezione cantonale zurighese si erano invece pronunciate a favore.

Per gli oppositori un "sì" rovinerebbe la fiducia dello Stato nei cittadini e vuole solo sopprimere, prima o poi, l'esercito. Esso è diretto contro coloro che non rappresentano comunque un rischio, come soldati di milizia, cacciatori e tiratori, contro cittadini che rispettano le leggi, ha detto il consigliere di stato Peter Zwick (PPD/BL). La Svizzera dispone già di una delle leggi sulle armi più severe. Inoltre ci si intromette nella competenza dei cantoni.

Per i fautori, invece, ogni suicidio con un'arma d'ordinanza è uno di troppo, ha detto il consigliere nazionale Geri Müller (Verdi/AG), invitato all'assemblea. Secondo il collega Jacques Neirynck (PPD/VD) i valori cristiani difesi dal partito dovrebbero spingere a sostenere l'iniziativa: se il PPD è contro l'aborto e l'accompagnamento alla morte deve anche rifiutare ciò che può essere usato per un suicidio.

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