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Assemblea Verdi: si festeggia esito elezioni

Regula Rytz ringrazia i presenti per gli applausi ricevuti. Keystone/PETER KLAUNZER sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 02 novembre 2019 - 15:42
(Keystone-ATS)

Con grande esultanza e una standing ovation per la presidente del partito Regula Rytz i delegati dei Verdi hanno festeggiato oggi a Berna la loro vittoria elettorale del 20 ottobre. Ma il successo significa anche maggiore responsabilità, ha sottolineato la Rytz.

Con la conquista di seggi alle elezioni federali il gruppo parlamentare conterà almeno 30 rappresentanti. Ora sarà possibile anche a livello federale una politica di centrosinistra, ma servirà la collaborazione con altri partiti, ha sostenuto la consigliera nazionale bernese. Le attese nei confronti della formazione politica sono elevate.

Ancora una volta la Rytz ha ribadito la sua richiesta di un rappresentante verde in Consiglio federale. "Con la nostra vittoria ora facciamo politica nella stessa lega di partiti di governo come PLR e PPD." Ma come noto gli elettori non hanno influsso sulla composizione dell'esecutivo.

Pertanto la Rytz ha chiesto una nuova formula magica: il partito si impegnerà perché in governo non si verifichino più dimissioni tattiche nel corso della legislatura. Senza le partenze anticipate di Johann Schneider-Ammann e Doris Leuthard i Verdi ora disporrebbero di un consigliere federale, ha concluso la presidente del partito.

Senza fornire dettagli, la Rytz ha affermato che i Verdi stanno conducendo "discussioni intense" in merito alle proprie chance in occasione dell'elezione del governo in programma l'11 dicembre. Perché una cosa è chiara, ha gridato ai delegati: "i Verdi devono far parte del Consiglio federale!".

I delegati presenti hanno quindi deciso all'unanimità - con un'astensione - di raccomandare il sì all'iniziativa popolare "Più abitazioni a prezzi accessibili" dell'Associazione Svizzera Inquilini (ASI) e alla modifica del Codice penale e del Codice penale militare su discriminazione e incitamento all'odio basati sull'orientamento sessuale, combattuta da un referendum dell'Unione democratica federale (UDF). Il popolo sarà chiamato ad esprimersi su entrambi i temi il 9 febbraio.

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