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Nel 2011 236'133 persone hanno beneficiato in Svizzera dell'assistenza sociale, contro i 230'019 del 2009. L'aumento, registrato nonostante la ripresa economica, si spiega nell'incremento della popolazione, riconducibile principalmente all'immigrazione dall'Ue, mentre il tasso complessivo dei beneficiari è rimasto stabile al 3%.

È quanto emerge dal "Rapporto sulla situazione sociale della Svizzera" pubblicato oggi dall'Ufficio federale di statistica (Ust). Anche per il 2012, "dai primi calcoli non si delinea alcuna variazione sostanziale".

Più della metà dei beneficiari, il 57%, erano persone senza qualifiche, con unico bagaglio di formazione la scuola dell'obbligo. Oltre alla carenza formativa, anche l'età e la situazione familiare costituiscono fattori di povertà, rileva l'Ust. Per i genitori soli con figli a carico il tasso è salito dal 16,9% nel 2009 al 17,4% nel 2011. I bambini assistiti sono saliti dal 4,5 al 4,9%. Fra gli altri "gruppi a rischio" è invece scesa la quota dei giovani adulti (dal 3,9 al 3,7%) e dei divorziati (dal 6,8 al 5,5%). Anche la quota degli stranieri è in leggero calo, dal 6,1 al 6%.

Dal rapporto si apprende ancora che nel 2011 sono stati spesi in tutto 142 miliardi di franchi - l'8,9% in più rispetto al 2008 - per finanziare le prestazioni sociali, incluse l'AVS, l'AI e la sanità. Nel 1990 queste spese ammontavano a 55 miliardi.

L'Ust ha pubblicato il suo primo Rapporto sulla situazione sociale nel maggio 2011. Il documento ora attualizzato fornisce un quadro statistico globale della situazione sociale ed economica della popolazione e spiega l'evoluzione di taluni fattori.

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SDA-ATS