Navigation

Attacchi Oslo: spuntano piste estere, da GB a Polonia

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 luglio 2011 - 20:25
(Keystone-ATS)

Ha cercato di comprare armi a Praga, si è rifornito di materiale chimico per fabbricare la bomba in Polonia, aveva contatti con gli estremisti di destra britannici, e tra i suoi obiettivi c'era anche la cancelliera tedesca Angela Merkel. Le indagini su Anders Behring Breivik, autore del massacro di Oslo, si estendono a diversi paesi europei, seguendo le tracce della folle e frenetica preparazione dell'attentato più grave che la Norvegia ricordi.

E dei suoi presunti complici, visto che davanti al giudice Breivik ha parlato dell'esistenza di altre due "cellule" coinvolte nelle stragi, che farebbero parte di una vera e propria "organizzazione". Probabilmente la rete di 80 cellule pronte ad imitarlo di cui parla nel suo delirante memoriale.

Per il momento però al centro delle indagini c'è lui, un fanatico estremista di destra che ha preparato per mesi l'attentato e nel settembre scorso è partito in macchina verso Praga, dopo aver tolto i sedili di dietro dalla sua Hyundai, per far spazio all'arsenale che intendeva riportare in patria e che comprendeva tra l'altro un mitra Ak-47, una pistola Glock e munizioni varie. A Praga però non ha trovato quello cercava: "È una città più sicura di Oslo - ha scritto nel suo diario - evidentemente perché i musulmani quasi non ci sono". Ma la pista che ha fatto sperare alla polizia norvegese di aver rintracciato una delle "cellule" di cui ha parlato Breivik è stata quella polacca: gli investigatori sono infatti risaliti alla persona a cui si è rivolto per comprare i prodotti chimici necessari per confezionare la bomba con la quale ha ucciso otto persone nel centro di Oslo. Anzi, per l'esattezza è uscito fuori che Breivik era già stato segnalato ai servizi di sicurezza lo scorso marzo per aver acquistato prodotti chimici in Polonia.

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?