Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Botta e risposta oggi tra il Dipartimento federale dell'interno (DFI) e il sito di confronto internet comparis.ch. Alla denuncia penale del primo contro comparis.ch per aver tentato di "piratare" il sito priminfo.ch dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), ha risposto il noto portale che, per nulla intimorito, ha chiesto di poter consultare i documenti in cui vengono menzionate le accuse a suo carico, in particolare la corrispondenza tra le autorità coinvolte.

A sostegno della propria richiesta, comparis.ch si appella alla Legge sul principio della trasparenza. In una nota odierna il portale, che ha ancora negato qualsiasi coinvolgimento diretto nella vicenda, si dice sconcertato dal fatto che la società sia venuta a conoscenza delle accuse quasi con un anno di ritardo e tramite la stampa: "Il fatto che i documenti vengano fuori nei media solamente adesso, poco prima della pubblicazione dei premi delle casse malati, fa sorgere il dubbio di un'azione mirata e screditante contro comparis.ch".

Comparis.ch vuole quindi sapere da quanto tempo le accuse sono note all'UFSP e "al Dipartimento federale dell'interno e quale posizione avevano preso le autorità all'epoca". Fatto ancora più importante, il portale desidera "sapere chi ha passato i documenti ai media e per quale motivo".

Nel rendere noto l'inoltro della denuncia, il DFI ha spiegato in una nota di essersi inoltre ritirato dall'accordo sottoscritto nel giugno 2012 insieme all'UFSP con comparis. Per questo motivo, il calcolatore dei premi on-line della Confederazione sarà perfezionato.

La denuncia - specifica il comunicato - è stata sporta al Ministero pubblico del Canton Zurigo. Con questo passo, il DFI spera che vengano chiarite le circostanze del tentativo di pirateria perpetrato il 28 settembre 2011 ai danni di priminfo.ch, il sito dell'UFSP che permette di paragonare i premi delle casse malati. Il DFI ha ricordato inoltre che il 30 agosto scorso comparis aveva ammesso il tentativo di pirateria in un comunicato stampa.

Per il sito la denuncia del DFI permetterà a comparis di dimostrare la propria estraneità ai fatti. Il portale ha nuovamente sottolineato di non aver nulla a che vedere con la vicenda: il 28 settembre 2011 un singolo dipendente di comparis.ch ha voluto testare la sicurezza del nuovo sito web dell'UFSP per pura curiosità, senza alcuna intenzione di sferrare un attacco di pirateria informatica, specifica la nota della società.

Secondo comparis.ch, anche in senso giuridico, "non sussiste né un attacco hacker né un reato o tentativo di reato. Le accuse mosse a comparis.ch a tale proposito sono false". Oltre a ciò, "la ricerca del dipendente, avvenuta una sola volta, non è stata effettuata su incarico della ditta. Si tratta del comportamento scorretto perpetrato privatamente da un dipendente e in nessun modo di un errore dell'impresa".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS