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Attacco stazione Francoforte: aggressore resti in manicomio

L'eritreo domiciliato in Svizzera che ha spinto un bambino sotto un treno alla stazione di Francoforte deve restare chiuso in manicomio, secondo il Ministero pubblico. KEYSTONE/EPA/ARMANDO BABANI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 23 dicembre 2019 - 14:10
(Keystone-ATS)

L'eritreo domiciliato in Svizzera che lo scorso luglio ha spinto un bambino sotto un treno alla stazione di Francoforte deve restare chiuso in una clinica psichiatrica.

È questa la richiesta effettuata dal Ministero pubblico, secondo quanto comunicato oggi dalla portavoce Nadja Niesen.

Al momento del folle gesto il 40enne soffriva di una psicosi schizofrenica. "A causa di questa malattia al momento dei fatti non era in grado di intendere e di volere", ha detto ancora Niesen.

A fine luglio l'uomo aveva spinto un bambino di otto anni e sua madre sotto un convoglio ICE che entrava in stazione. Il piccolo era morto sul posto, mentre la mamma si era salvata all'ultimo secondo. Un'anziana, anche lei vittima dell'attacco, era riuscita a mettersi al sicuro.

Il sospetto viveva a Wädenswil (ZH) con la moglie e i tre figli piccoli ed era in cura per problemi psichici. In seguito ai fatti, dopo un primo momento in custodia cautelare, era già stato trasferito in una clinica psichiatrica.

Il caso aveva provocato forte commozione sia in Germania che in Svizzera, portando anche a interventi politici: il ministro degli interni tedesco Horst Seehofer aveva ad esempio manifestato l'intenzione di reintrodurre controlli alla frontiera elvetico-tedesca.

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