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Sarà ufficialmente accusato di "tentativo di omicidio plurimo in relazione con un'impresa terroristica" Ayoub El Khazzani, il responsabile dell'attacco sul treno Amsterdam-Parigi di venerdì scorso.

Gli inquirenti hanno bollato come "fantasiosa" la sua versione dei fatti, secondo cui avrebbe solo voluto fare una rapina sul treno, perché incompatibile con una serie di prove raccolte.

A cominciare dal fatto che venerdì mattina il ventiseienne marocchino ha speso 149 euro in contanti per comprare un biglietto in prima classe proprio su quel Thalys, quello delle 15.14, nonostante restassero posti liberi su convogli che partivano prima. "Segno di un piano mirato", ha sottolineato il procuratore di Parigi, senza però fornire ulteriori informazioni su quale sarebbe stato il bersaglio designato dell'attentatore.

Di certo, El Khazzani era partito per mettere in atto il suo piano pesantemente armato. Esaminando il suo zainetto, la polizia francese ha trovato un fucile d'assalto AKM (non un kalashnikov, come si era detto in un primo tempo), prodotto in Germania est e "composto da pezzi provenienti da armi differenti", 9 caricatori pieni con 30 munizioni ciascuno, una pistola automatica Luge M80 con un caricatore, un taglierino e "una bottiglietta da 50 centilitri contenente della benzina".

Prima di recarsi nella toilette del treno per caricare le sue armi, il giovane aveva inoltre visionato un video su YouTube, da uno dei due cellulari trovati in suo possesso, in cui un predicatore incita alla lotta jihadista.

Ulteriori conferme alla pista terrorista sono inoltre giunte dagli inquirenti belgi, che collaborano attivamente a un'indagine internazionale che coinvolge anche le forze di sicurezza spagnole e tedesche. A Bruxelles, la polizia ha perquisito la casa della sorella, nel quartiere popolare di Moelenbeck, trovando prove del fatto che El Khazzani ha abitato con lei per un periodo, contrariamente a quanto lui aveva affermato durante il suo interrogatorio.

La donna, secondo rivelazioni del quotidiano Het Niewesblad, si fa chiamare Oum Badr ed è nota per la sua stretta osservanza religiosa e il linguaggio islamico fondamentalista. Sulla sua pagina Facebook ha a più riprese postato citazioni o immagini di leader religiosi, e dopo la strage di Charlie Hebdo ha scritto di non sentirsi "solidale" con le vittime, "né oggi né domani", ma nemmeno con chi ha "perpetrato" l'attentato.

Nei suoi confronti, ha precisato la procura belga, non ci sono al momento accuse specifiche, e non è stata né interrogata né fermata.

Secondo elementi raccolti dagli investigatori spagnoli, è inoltre emerso che anche il fratello maggiore di El Khazzani, Imran, era coinvolto in ambienti islamici estremisti. L'uomo era infatti tesoriere della moschea Taqwa ad Algeciras, la città della Spagna in cui la famiglia si era trasferita quando aveva lasciato il Marocco. Un luogo di culto noto come fondamentalista, lo stesso in cui l'assalitore del Thalys aveva tenuto i discorsi pro-jihad che gli erano valsi la segnalazione come "individuo radicalizzato".

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SDA-ATS