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Mezzi di soccorso australiani e indonesiani insieme a tre navi mercantili hanno trascorso la giornata di oggi alla ricerca di sopravvissuti del naufragio di un barcone che aveva a bordo fino a 150 richiedenti asilo, affondato in acque indonesiane e diretto al territorio australiano di Christmas Island nell'Oceano Indiano. Solo 22 persone sono state tratte in salvo, stamattina presto, dal mercantile Apl Bahrain, 42 miglia nautiche a ovest di Giava.

Nelle prime ore di ieri le autorità australiane avevano ricevuto la richiesta di soccorso, secondo cui il barcone aveva problemi al motore e stava affondando fra Giava e Sumatra, a circa 220 miglia nautiche da Christmas Island, ma fino a ieri sera gli elicotteri indonesiani non erano riusciti a trovare alcun segno dell'imbarcazione. Il ministro australiano degli Interni Jason Clare ha confermato che sei persone sono state ripescate dopo circa 24 ore in mare, ma il numero di dispersi resta ignoto. Altre 16 persone sono state tratte in salvo in serata da una nave della marina australiana.

Verso Christmas Island, che si trova a metà fra il continente australiano e l'Indonesia, si dirigono frequentemente i barconi di richiedenti asilo. Altre tre imbarcazioni sono affondate sulla stessa rotta in anni recenti. Il parlamento australiano ha da poco approvato una legge che prevede il trasferimento di 'boat people' in centri di detenzione nel remoto stato isola di Nauru e nell'isola di Manus in Papua Nuova Guinea, per dissuadere altri dal tentare il rischioso viaggio per mare.

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SDA-ATS