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SYDNEY - Una trentina di case cinematografiche, tra cui grossi nomi di Hollywood, hanno perso una battaglia legale contro un provider australiano dopo che il tribunale ha deciso che il servizio era sì utilizzato per scaricare film illegalmente, ma non per questo andava ritenuto colpevole il gestore.
La causa contro iiNet era stata intentata da 34 società, tra cui le sedi australiane di case cinematografiche come Warner Bros, Paramount Pictures, Disney, Village Roadshow e Universal Pictures, che sostenevano che il provider aveva infranto la legge sul copyright perché non aveva fermato gli utenti che scaricavano illegalmente i film.
Dopo cinque mesi di indagini, il giudice Dennis Cowdroy, del tribunale federale di Sydney, ha sentenziato oggi che iiNet non poteva essere colpevole, perché non ha fatto altro che fornire l'accesso Internet, e che comunque non avrebbe avuto la possibilità di controllare o fermare gli abusi.
E' la prima volta che un tribunale definisce la responsabilità di un provider in materia di copyright. La sentenza di Sydney potrebbe influenzare future decisioni dei tribunali australiani e internazionali in materia di diritti e di responsabilità penale per le azioni degli utenti.

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SDA-ATS