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Il governo dell'Australia occidentale ha annunciato che gli squali che si avvicineranno troppo alle spiagge regolarmente frequentate saranno catturati e uccisi, in risposta a una serie senza precedenti di attacchi mortali.

Il governo ha annunciato un pacchetto di misure del costo di 6,85 milioni di dollari (6,7 milioni di franchi), dopo cinque attacchi fatali a bagnanti o surfisti negli ultimi 10 mesi. Due milioni di dollari sono stati stanziati per un nuovo servizio del Dipartimento della pesca, per rintracciare, catturare e distruggere gli squali che si avvicinano alle spiagge. In precedenza si cercava di uccidere l'animale solo dopo un attacco. Il governo ha anche ridefinito le circostanze in cui si possono uccidere anche gli squali bianchi, che possono arrivare a sei metri di lunghezza, sono i più pericolosi ma anche una specie protetta.

Il premier statale Colin Barnett ha assicurato che non vi sarà "una caccia allo squalo" indiscriminata. "Se vi sono bagnanti nell'area, e si giudica che uno squalo costituisce una minaccia, sarà catturato e ucciso. Daremo sempre più importanza alla vita e alla sicurezza dei cittadini, che a quella degli squali".

Scettica la reazione degli ambientalisti. Secondo il portavoce della Wilderness Society, Peter Robertson, anche se il numero di attacchi è motivo di preoccupazione, l'uccisione preventiva degli squali non farà differenza nel lungo termine. "Abbiamo bisogno di una conoscenza più approfondita degli squali in particolare e dell'ambiente marino in generale, prima di pensare a delle soluzioni. Non possiamo andare e uccidere tutti gli squali", ha detto.

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SDA-ATS