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La ministra degli esteri australiana Julie Bishop.

KEYSTONE/EPA AAP/LUKAS COCH

(sda-ats)

I pedofili australiani si vedranno annullare il passaporto e perderanno il diritto di viaggiare all'estero, secondo una proposta di legge che il governo di Canberra sta per introdurre in parlamento per proteggere bambini vulnerabili in Paesi del sudest asiatico.

Le misure, prime del genere al mondo, annunciate dai ministri della Giustizia Michael Keenan e degli Esteri Julie Bishop, colpiranno le circa 20 mila persone iscritte nel Registro nazionale dei colpevoli di reati sessuali su minori, che hanno scontato le loro condanne ma restano sotto supervisione con l'obbligo di contattare regolarmente le autorità. Quasi 800 'sex offenders' registrati hanno viaggiato all'estero lo scorso anno, circa metà dei quali in Paesi del sud est asiatico.

"Vi è una crescente preoccupazione in diversi Paesi nella nostra regione per il numero di condannati per pedofilia nell'industria del turismo del sesso con minori. I governi chiedono che l'Australia faccia di più", ha detto la ministra degli Esteri Bishop. "Questa è la misura repressiva più forte al mondo del turismo pedofilo", ha detto il ministro Keenan. "Nessun Paese ha mai intrapreso un'azione così decisiva e forte per impedire ai suoi cittadini di andare all'estero, spesso in Paesi vulnerabili, per commettere abusi su bambini", ha aggiunto.

Secondo le norme vigenti, i condannati per reati di pedofilia devono fornire dettagli dei piani di viaggio alla polizia federale, che condivide i dati con le controparti straniere, con eccezioni possibili per chi ha ragioni valide per viaggiare.

SDA-ATS

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