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Il ministro degli esteri Sebastian Kurz

KEYSTONE/APA/APA/HERBERT NEUBAUER

(sda-ats)

Le chance di Sebastian Kurz, già favorito come prossimo cancelliere austriaco, sembrano aumentare a pochi giorni dal voto.

In vista delle elezioni di domenica 15 ottobre, il partito Spoe, principale avversario della lista costruita dal ministro degli Esteri proprio per queste urne, è stato travolto dal sospetto di aver finanziato una campagna fake contro l'enfant prodige della politica viennese. Accuse oggi smentite con toni molto aspri da Christian Kern, il cancelliere attualmente in carica, che corre per i socialdemocratici. Ma il danno resta.

Sotto accusa sono finite alcune pagine di Facebook falsificate, concepite per infangare il nome di Kurz. E dietro la campagna c'è la controversa figura di Tal Silberstein, un esperto di "campagne negative", che sarebbe responsabile dei tentativi di screditare l'avversario dell'Oevp.

Oggi i socialdemocratici hanno reso pubblico il contratto che li legava al consulente ingaggiato per la partita elettorale (536 mila euro pagati "per un'attività di agenzia di comunicazione normale", adesso ne vogliono 131.250 indietro) e poi Christof Matznetter, del partito, ha chiarito: "Non so cosa abbia fatto con i suoi soldi. Ma non ha avuto da noi l'incarico. Noi non vogliamo questo tipo di dirty compaining".

Il duello è proseguito per tutta la giornata: lo staff di Kruz ha affermato che "l'Spoe con Kern ha perso ogni credibilità", e il cancelliere si è difeso, denunciando una "campagna diffamatoria" nei suoi confronti, che avrebbe coinvolto anche la sua famiglia. "Ci sono giornali che ritengono di poter decidere chi debba diventare cancelliere, e questo prima che si vada alle urne", ha affermato, attaccando uno dei tabloid che ha dato particolare rilievo alle fake news su Kurz. "Non indietreggeremo di un millimetro nella nostra campagna", ha affermato anche, accusando i suoi detrattori di voler "calpestare ci piedi la visione del futuro del paese" che portano avanti i socialdemocratici.

Intanto l'Oevp, che alle elezioni si presenta come "lista Kurz" (il marchio dei popolari è sparito) ha il vento in poppa, e stando ai sondaggi avrebbe un 33% dei consensi. Anche in Austria, come in Germania, sembra finito il tempo della Grosse Koalition in uscita. E si fa avanti di nuovo l'ipotesi, per chi vincerà, di una coalizione con i populisti dell'Fpoe di Heinz Christian Strache. Con questo partito è possibile immaginare la prossima coalizione di governo. Se sarà con Kurz, il programma potrebbe prevedere meno tasse, meno burocrazia, limitare i profughi, frontiere esterne dell'Ue chiuse e pene più dure per i criminali.

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SDA-ATS