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Un'autobomba carica di circa cento chili di dinamite ha seminato il terrore oggi in un lussuoso quartiere residenziale di Peshawar, la turbolenta città pachistana sulla via per l'Afghanistan, uccidendo almeno quattro persone (o due secondo altre fonti) e ferendone una ventina, tra cui due americani.

L'attentato era diretto contro un veicolo del consolato statunitense con a bordo quattro uomini, due diplomatici e due dipendenti locali, che sono riusciti per miracolo a sopravvivere alla potente esplosione. Fin da subito è però nato un giallo sul numero dei morti e sulla nazionalità delle vittime dell'attacco, che è stato uno dei più gravi contro l'alleato di Islamabad nella lotta al terrorismo islamico.

Mentre alcune fonti governative hanno riferito di due americani morti nella deflagrazione, Washington ha smentito la notizia e ha precisato invece che "quattro dipendenti del consolato di Peshawar, tra cui due americani, sono stati feriti". In serata, l'incaricato d'affari statunitense Richard Hoagland ha poi ringraziato le forze di sicurezza per "aver salvato la vita di due diplomatici americani e di due pachistani dello staff del consolato portandoli al sicuro dopo che il loro veicolo è stato colpito".

L'attacco è avvenuto nella zona di Abdara, dove sorgono diverse sedi diplomatiche, tra cui quella dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e il consolato americano, oltre a diverse abitazioni di cittadini americani. Da quanto si è appreso, un kamikaze alla guida di un auto con 110 chili di esplosivo si è lanciato contro il fuoristrada del consolato statunitense scortato dalla polizia.

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SDA-ATS