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Oltre 35'000 passeggeri coinvolti, più di 220 voli cancellati, una trentina dirottati e danni per milioni di euro sono il bilancio di un black-out, dovuto pare ad un test ai generatori elettrici di emergenza, che ha bloccato i cieli del Belgio per oltre 4 ore.

Lo sconcerto è generalizzato, dai piloti alle compagnie aeree, che ora chiedono un'inchiesta, mentre i sindacati accusano i tagli a manutenzione e personale.

Il problema scoppia tra le 9,30 e le 9,45, quando si verifica un'interruzione di corrente alla rete elettrica interna dell'autorità di controllo dei cieli Belgocontrol dovuta a un sovraccarico talmente potente da mandare tutto in tilt. "Mentre era in corso un test sui generatori di emergenza, c'è stato un sovraccarico che ha danneggiato sia i sistemi operativi che quelli di soccorso", ha affermato in serata il portavoce di Belgocontrol.

Pur restando operative tutte le torri di controllo, a essere bloccato è stato il Centro nazionale di controllo aereo (Canac) che accompagna atterraggi e decolli sino a 24.500 piedi. Per evidenti ragioni di sicurezza è si è deciso quindi di chiudere il cielo a tutti gli aerei tranne a quelli in volo ad una quota superiore. Nessun atterraggio né decollo, quindi, agli aeroporti di Zaventem, Charleroi, Liegi, Ostenda e Anversa.

"Per fortuna oggi era bel tempo, con nebbia e pioggia saremmo incorsi in una catastrofe", ha raccontato un pilota di linea. E il portavoce dell'associazione dei piloti belgi Francis Uyttenhove è perentorio: "Un'interruzione di corrente del genere non dovrebbe succedere e deve essere risulta nel giro di minuti, sono molto stupito".

Il vero nodo è capire ora chi paga i danni: essendo una "circostanza eccezionale", le compagnie aeree non sono tenute a rimborsare i passeggeri, ma alcune come Brussels Airlines hanno deciso di farlo, e comunque hanno dovuto riprogrammare voli e viaggiatori.

Da qui la richiesta di una "inchiesta approfondita" avanzata dal Comitato degli operatori aerei (Aoc), che è ora al lavoro per valutare le perdite subite stimate da alcuni esperti in diversi milioni di euro. "È chiaro che non potremo sopportare un secondo incidente di questa portata", ha avvertito il presidente Dieter Bruneel.

Secondo i sindacati della Csc Transcom, la responsabilità è da cercare nel piano di tagli europeo approvato tre anni fa, finora applicato solo dal Belgio e che prevede il taglio delle spese del 3,5% ogni anno, che ha provocato la riduzione di investimenti e personale per la manutenzione al sistema di controllo aereo belga.

Il ministro dei trasporto Jacqueline Galant ha quindi deciso di convocare d'urgenza questa sera una riunione straordinaria di Belgocontrol, a cui partecipano anche gli ad degli aeroporti. "Il governo, Brussles Airport, gli aeroporti regionali e i loro clienti - ha tuonato il ministro, chiedendo un rapporto circostanziato - hanno diritto a delle risposte".

Soprattutto sotto i cieli della capitale d'Europa, dove è restato a terra anche il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, che per non perdere il vertice con il Giappone è dovuto correre all'aeroporto di Lussemburgo per poter partire.

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SDA-ATS