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Bahrein: opposizione, due manifestanti morti per lacrimogeni

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 marzo 2012 - 20:00
(Keystone-ATS)

Due persone sono morte in Bahrein nelle ultime 48 ore per avere inalato gas lacrimogeni usati dalla polizia per disperdere manifestazioni dell'opposizione nei dintorni della capitale Manama. Lo riferisce oggi Al Wefaq, la maggiore organizzazione di opposizione sciita.

Da parte sua, invece, il ministero dell'Interno ha accusato gli organizzatori dei raduni di essere responsabili degli incidenti per non aver saputo controllare i partecipanti, che hanno deviato dai percorsi concordati, lanciato bottiglie incendiarie e pietre contro gli agenti e commesso "atti di sabotaggio", secondo quanto riferisce l'agenzia ufficiale BNA.

Secondo gli oppositori, una donna di 59 anni, Abde Ali Abdel Hussein, è morta nel villaggio di Jidhafs e un uomo di 31, Ahmad Abdul Nabi, in quello di Shahrakan, a causa dei gas lacrimogeni durante manifestazioni a cui hanno preso parte migliaia di oppositori nelle aree sciite intorno a Manama.

La televisione panaraba Al Jazira segnala scontri anche nei villaggi di Sanabis e Sitra, e aggiunge che la polizia ha usato mezzi blindati e idranti quando i manifestanti hanno cercato di avvicinarsi alla Rotonda Pearl, nella capitale, teatro di grandi manifestazioni di protesta lo scorso anno.

Le proteste, che provocarono 30 morti tra i civili e cinque tra i poliziotti, furono represse con l'intervento dei soldati dell'Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti in difesa della dinastia regnante sunnita degli Al Khalifa.

Intanto l'Alto commissariato per i diritti umani dell'Onu ha criticato l'uso eccessivo della forza da parte delle autorità del Bahrein, affermando che moltissime delle vittime dello scorso anno morirono proprio a causa dei gas lacrimogeni.

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