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L'istituto di ricerche congiunturali Bakbasel rivede al ribasso le previsioni di crescita del prodotto interno lordo (pil) svizzero per quest'anno portandole allo 0,8%, a fronte dell'1,1% calcolato in precedenza.

Nel 2017 il pil dovrebbe progredire dell'1,5%, contro il 2% delle precedenti stime. In un comunicato l'istituto mette in evidenza il raffreddamento del contesto economico esterno. Sulle esportazioni svizzere rischiano di pesare il rallentamento della Cina, l'eventuale uscita del Regno Unito dalla UE, i prezzi del petrolio e i rischi deflazionistici.

La mancanza di impulsi sul fronte della domanda dovrebbe ulteriormente frenare gli investimenti da parte delle aziende, un fenomeno che si è già verificato nella seconda metà del 2015 a causa del rafforzamento del franco. Le incertezze sono peraltro amplificate dall'iniziativa contro l'immigrazione di massa, la cui attuazione in tempi rapidi appare improbabile.

Bakbasel indica che i consumi privati rimarranno un importante fattore di crescita, che potrebbero però decelerare a causa del rialzo della disoccupazione e di un'immigrazione in perdita di velocità.

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SDA-ATS