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I Balcani, travolti da devastanti inondazioni, devono fare i conti con un pesante bilancio di morte e danni. In Serbia, Bosnia e parte della Croazia si contano almeno 27 vittime accertate, decine di migliaia di sfollati e danni incalcolabili all'agricoltura, alle infrastrutture e al patrimonio artistico-culturale. Il bilancio delle vittime è inoltre destinato ad aggravarsi, con le autorità che temono l'emergere di altri cadaveri con il ritirarsi delle acque.

Le piogge incessanti degli ultimi giorni e le piene dei fiumi, in modo particolare della Sava, hanno completamente sommerso intere regioni della Serbia centrale e occidentale, con un bilancio provvisorio di almeno sette morti e oltre 20 mila sfollati.

Alla gigantesca macchina dei soccorsi si è mobilitato l'intero Paese, con le Forze armate in prima linea, appoggiate da elicotteri e affiancate da oltre diecimila volontari giunti da ogni angolo della Serbia.

In Bosnia sono finora almeno venti le vittime accertate, un bilancio anch'esso destinato ad aumentare. È praticamente sott'acqua tutta la parte centrale e nordorientale del Paese ma anche una parte del nordovest. Nonostante arrivino i soccorsi, nella gran parte delle zone alluvionate mancano cibo, acqua potabile e farmaci.

Nei dintorni di Bijeljina, nel nord, per la piena della Sava è in corso l'evacuazione di diversi villaggi, per un totale di oltre 10 mila persone.

Meno pesante la situazione nell'est della Croazia, dove le inondazioni almeno per ora non hanno fatto vittime. Solo oggi circa 3 mila persone sono state allontanate da alcuni villaggi rimasti isolati.

SDA-ATS