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BERNA - Il balestruccio (Delichon urbicum) è l'uccello dell'anno. Con questa scelta l'Associazione svizzera per la protezione degli uccelli (ASPU/BirdLife Svizzera), nell'anno internazionale della biodiversità, vuole rendere attenti al fatto che nelle zone urbane le aree lasciate allo stato naturale e i prati fioriti stanno sempre più scomparendo.
Anche se l'uccello migratore della famiglia delle rondini in Svizzera non è minacciato, i censimenti dimostrano che le grandi colonie che si incontravano ancora negli Anni Sessanta sull'Altipiano sono diventate più rare, scrive l'organizzazione in una nota. In certe regioni come il Ticino e il Vallese il balestruccio costruisce ancora il nido, composto di 700-1'500 palline di terra mischiata a saliva, sulle pareti rocciose. Ma la maggior sceglie le pareti delle case.
Il declino delle colonie è dovuto al fatto che le pareti degli stabili sono meno adatte al fissaggio dei nidi: le facciate in vetro e certi intonaci sono troppo scivolose. E dove invece aderiscono i nidi vengono tolti dall'uomo per paura che gli uccelli sporchino. Altre cause sono la diminuzione nelle zone urbane degli insetti come fonte di nutrimento e dei terreni aperti dove i balestrucci possano prelevare terra umida per il loro nido.
Scegliendo il balestruccio l'ASPU/BirdLife vuole richiamare l'attenzione sull'importanza di mantenere e sviluppare spazi di biodiversità fino nel cuore degli agglomerati. L'organizzazione cita ad esempio tetti con piante, siepi con cespugli indigeni e prati fioriti invece di verdi.

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SDA-ATS