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L'insegna della Banca nazionale a Berna

Keystone/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

La Banca nazionale svizzera (BNS) lo scorso anno ha acquistato valuta per 67,1 miliardi nel tentativo di impedire un rafforzamento eccessivo del franco.

L'importo è inferiore di circa un quarto rispetto agli 86,1 miliardi del 2015, quando è stata abbandonata la soglia minima di cambio con l'euro.

Gli interventi, scrive la BNS nel suo rapporto annuale, sono stati operati in momenti di grande incertezza in cui il franco è stato ricercato come moneta rifugio, ad esempio dopo la decisione della Gran Bretagna di uscire dall'Unione europea.

Secondo gli specialisti la BNS alla fine del 2016 ha accettato che il franco si indebolisse leggermente nei confronti della moneta unica in considerazione del rafforzamento del dollaro, ma non è rimasta passiva, come dimostrano le variazioni settimanali degli averi a vista.

La Banca centrale europea continua a praticare una politica monetaria molto espansiva, mentre negli Stati Uniti la Fed ha cominciato ad aumentare i tassi, rafforzando il biglietto verde anche nei confronti della moneta svizzera. I dati più recenti indicano che gli averi a vista presso la BNS sono saliti a 557,2 miliardi, in aumento di 28 miliardi rispetto alla fine del 2016: tutto lascia quindi pensare che l'istituto centrale sia intervenuto sui mercati anche nel 2017.

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SDA-ATS