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In Svizzera ferve l'attività edilizia.

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(sda-ats)

Anche se vi è stata una crescita dei volumi del 4% nel 2016, le banche cantonali non sono confrontate con un aumento del rischio sul mercato ipotecario. La prudenziale autoregolamentazione in termini di concessione di crediti viene rispettata.

Lo ha detto Urs Müller, presidente dell'Unione delle banche cantonali svizzere (UBCS).

"Secondo me sino a quando le banche rispettano i requisiti non ci sarà un aumento del rischio", ha indicato all'agenzia AWP. Müller non è particolarmente preoccupato dall'aumento dei prezzi dell'immobiliare. Ciò è dovuto a vari fattori. A parte i bassi tassi d'interessi, "la domanda di immobili è sostenuta da un continuo aumento demografico". Inoltre gli immobili da rendimento sono molto richiesti, spiega il presidente dell'UBCS.

Un rapido rialzo dei tassi non farebbe aumentare subito la quota dei crediti cosiddetti "compromessi". I mutuatari hanno privilegiato soprattutto le ipoteche a tasso fisso di lunga durata. "I tassi potrebbero salire oggi e non succederebbe niente", afferma. Tutte le banche cantonali conoscono i loro rischi di credito e sono preparate, sottolinea.

Il presidente di UBCS giudica opportuno un rafforzamento della collaborazione tra le 24 banche cantonali. Ciò permetterebbe di ottenere delle sinergie, ma ritiene difficile per esempio l'attuazione di una centralizzazione delle operazioni amministrative (back office). "La struttura federalista delle banche cantonali resta una caratteristica significativa dei nostri membri", spiega il presidente.

SDA-ATS

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