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Due dirigenti musulmani dell'opposizione del Bangladesh, condannati a morte nel 2013 perché colpevoli di eccidi commessi durante la guerra di indipendenza nazionale, sono stati impiccati oggi in un carcere di Dacca.

Lo riferiscono i media nella capitale sottolineando che il Paese è stato posto in stato di massima allerta. Si tratta di Ali Ahsan Mohammad Mojaheed, appartenente al partito islamico Jamaat-e-Islami, e di Salauddin Quader Chowdhury, del Partito nazionalista del Bangladesh (Bnp).

Mercoledì scorso la Corte suprema aveva respinto un ricorso presentato dai legali dei due, confermando quindi le condanne a morte. Alcuni mesi fa la Corte aveva respinto un precedente appello di Mojaheed, ex capo della milizia Al-Badr, responsabile del massacro di intellettuali e dissidenti durante il sanguinoso conflitto del 1971 con il Pakistan.

L'ispettore generale della polizia, AKM Shahidul Hoque, ha confermato al portale di notizie BdNews24 che i due sono stati messi a morte alle 12,45 locali.

Con le impiccagioni odierne il Bangladesh ha messo a morte quattro dei 15 condannati a morte dai tribunali speciali per i crimini commessi durante la guerra di indipendenza.

In previsione di possibili dure reazioni da parte del Jamaat-e-Islami e del Bnp, il governo ha messo in stato di allerta le forze di sicurezza nella capitale e nelle principali città del Bangladesh.

Questo anche perché secondo il ministro dell'Interno bengalese, Asaduzzaman Khan Kamal, dietro gli ultimi attentati rivendicati dall'Isis vi sarebbero in realtà proprio i partiti Jamaat e Bnp.

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SDA-ATS