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A pochi giorni dall'uccisione di Cesare Tavella, il cooperante italiano che si occupava di sviluppo rurale e sicurezza alimentare, oggi il Paese asiatico è stato teatro dell'assassinio di un altro straniero, un giapponese impegnato in un progetto di sviluppo agricolo.

Anche il suo omicidio è stato rivendicato dai fondamentalisti islamici dell'Isis.

Secondo quanto riferito dalla polizia e dai testimoni, Kunio Hoshi, 66 anni, a bordo di un risciò stava andando nella fattoria situata a circa 300 chilometri dalla capitale Dacca, nel distretto settentrionale di Rangpur.

Erano circa le 10 di mattina e l'uomo, come Tavella lo scorso 28 settembre, non ha avuto scampo. In tre lo aspettavano a bordo di motociclette all'altezza del villaggio di Kaunia, velocemente si sono coperti il volto, lo hanno bloccato. Neanche il tempo di capire e tre colpi sparati in rapida successione lo hanno colpito in pieno. Centrato al petto e a una mano alzata in un istintivo quanto inutile gesto di protezione, Kunio Hoshi è morto sul colpo. In ospedale è arrivato privo di vita, mentre i suoi assassini si erano ormai dileguati.

La polizia ha fatto sapere di aver interrogato quattro persone, senza però compiere alcun arresto. Poche ore dopo, secondo fonti di stampa locali, i jihadisti dello Stato Islamico hanno rivendicato l'omicidio con un comunicato diffuso online, la cui attendibilità è al vaglio delle autorità. Anche l'uccisione di Tavella era stata rivendicata dall'Isis e le analogie non si fermano qui. In entrambi i casi motociclisti assassini, tre colpi d'arma da fuoco, agguato imprevedibile, obiettivi inermi e impossibilitati a difendersi.

Cesare Tavella lavorava in Bangladesh da anni per una organizzazione non governativa olandese impegnata in un importante progetto di sviluppo economico e sicurezza alimentare nelle aree rurali del paese.

Secondo informazioni di stampa locale, anche Kunio Hoshi si occupava di un progetto agricolo innovativo, la coltivazione dell'erba napier, una specie perenne tropicale originaria dell'Africa che può raggiungere i quattro metri d'altezza, usata come foraggio ma anche, una volta essiccata, come combustibile: più recentemente se ne studia l'utilizzo per la produzione di biogas.

L'ambasciata giapponese in Bangladesh per ora non ha rilasciato dichiarazioni, ma fonti locali affermano che Hoshi si occupava della coltivazione di questa pianta e delle sue potenzialità per conto dell'Aisd.

L'uccisione di un secondo straniero in meno di una settimana in un Paese musulmano ma tradizionalmente moderato ha alzato ulteriormente il livello d'allarme internazionale. In particolare, l'ambasciatore Usa a Dacca ha chiesto "un'indagine a tutto campo su questo crimine e l'arresto dei responsabili il più presto possibile".

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SDA-ATS