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Barcone affondato, 150 annegati ma non tutti i corpi recuperati

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 giugno 2011 - 21:50
(Keystone-ATS)

Sono almeno 150 le persone annegate a seguito del capovolgimento di un imbarcazione avvenuto ieri a largo della Tunisia, ma non tutti i loro corpi sono stati recuperati. Lo ha precisato oggi l'agenzia Onu per i rifugiati Unhcr, dopo che in un primo tempo si era parlato di 150 corpi recuperati.

Il sovraffollato natante trasportava circa 850 persone, in maggioranza originarie dell'Africa occidentale, del Pakistan e del Bangladesh. Salpato sabato pomeriggio dalla capitale libica Tripoli era diretto verso l'isola di Lampedusa.

Il barcone è naufragato la notte fra martedì e mercoledì a una ventina di chilometri dalle coste tunisine, con a bordo per lo più profughi provenienti dalla Libia in fuga dalla guerra. La guardia costiera tunisina ha salvato circa 570 persone.

"Sono profondamente addolorato nell'apprendere di questa tragedia di proporzioni enormi", ha commentato a caldo il presidente del Parlamento europeo, Jerzi Buzek. "Mi auguro - ha aggiunto - che tutti gli emigranti che sono stati salvati riceveranno il miglior trattamento possibile e possano recuperare pienamente".

Secondo l'Unhcr, sarebbero oltre 1.500 in poco più di due mesi, le persone partite dai porti libici ma mai approdate sull'altra sponda del Mediterraneo. "Cifre inquietanti - ha commentato Laura Boldrini, portavoce dell'Unhcr - che rappresentano una sorta di guerra nella guerra. Una strage che dovrebbe essere con tutti i mezzi evitata, attraverso più sforzi nell'azione di monitoraggio e soccorso da parte di tutti coloro che operano nel Mediterraneo".

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