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Partito borghese democratico (PBD) in chiara crescita, così come i Verdi liberali, seppure in maniera più contenuta, piccole flessioni per UDC, PLR e PPD; stabili il partito socialista e i Verdi. Questo quanto emerge dal barometro elettorale di metà legislatura della SRG/SSR, realizzato dall'istituto di ricerca gfs.Berna. Emerge anche che la questione che più preoccupa i cittadini è quella della migrazione e che l'attuale composizione del Consiglio federale è la preferita.

Le nuove formazioni politiche di centro - PBD e Verdi liberali - a due anni dalle passate elezioni federali e altrettanti dalle prossime del 2015, godono dei favori popolari. Se si votasse oggi - il sondaggio è stato realizzato tra il 30 agosto e il 13 settembre presso 2014 elettori in tutte le regione del paese - il partito borghese democratico otterrebbe il 7,5% delle preferenze, con un aumento di +2,1 punti rispetto al 2011, risultando così quello con il maggiore beneficio. I Verdi liberali andrebbero al 5,8% (+0,4).

Il primo partito rimarrebbe l'Unione democratica di centro (UDC), con il 25,8% (-0,8), seguita dai Socialisti con un invariato 18,7%. Piccoli arretramenti per PLR/Liberali con il 14,7% (-0,4) e Partito popolare democratico, con l'11,7% (-0,6). I Verdi si attesterebbero all'8,3% (-0,1), tallonati dal PBD.

Le formazioni cosiddette "borghesi" - UDC, PLR e PPD - si indeboliscono, secondo il sondaggio, in quanto manifestano problemi di mobilitazione dell'elettorato, ossia faticano a spingerli al voto e questo spiega il calo di consensi seppur contenuto. Il PBD invece esercita un'attrattiva proprio sui loro elettori che si dicono parzialmente delusi. I borghesi democratici pescano in particolare tra UDC e PLR, ma anche tra i simpatizzanti che fin qui hanno votato per il PS. Nel PPD - rileva ancora il sondaggio - non si assiste a transfughi verso il PBD; accade anzi che siano proprio gli elettori borghesi democratici a sentirsi attratti dai popolari democratici. I Verdi liberali, infine, approfittano soprattutto di nuovi consensi provenienti da PS e PLR.

Consiglio federale: Status Quo

Alla domanda su come debba essere composto il futuro Consiglio federale, gli intervistati hanno dato una risposta chiara: proseguire con lo status quo, ossia due seggi al PS, 2 al PLR e uno ciascuno per UDC, PPD e PBD. Questa opzione raccoglie il 38% dei consensi.

Ma c'è anche un 12% di cittadini svizzeri che vorrebbe vedere un esecutivo diverso, ossia: 2 UDC, 2 PS, 2 PLR e 1 PPD. Un altro 16% non si è espresso, mentre ulteriori modelli di esecutivo non raggiungono il 10%.

Da segnalare anche che il 61% degli elettori PBD sceglie l'attuale formula di governo, appoggiata da PLR e PPD (entrambi al 44%), da PS (43%) e Verdi liberali (45%). Tutt'altra scelta per l'elettorato democentrista, che apprezza l'attuale formula solo nella misura del 22%. Il 29% vorrebbe un ritorno al passato.

Tre donne ai vertici

Il governo continua a godere di ampia fiducia tra i cittadini elettori: il 64% degli intervistati si dice soddisfatto dell'operato dell'esecutivo e la percentuale è leggermente in crescita rispetto al 2011.

Ai primi posti in fatto di credibilità si piazzano tre donne: Doris Leuthard (71%), Eveline Widmer-Schlumpf (65%) e Simonetta Sommaruga (63%). Seguono non molto distanziati Ueli Maurer e Didier Burkhalter (ciascuno con il 62%), poi Alain Berset (59%) e fanalino di coda Johann Schneider-Ammann (52%).

Migrazione, la maggiore preoccupazione

Come già nel 2011, la preoccupazione maggiore degli svizzeri rimane quella dei migranti. Per il 27% essa è il problema più urgente che la politica deve affrontare e soprattutto risolvere. A distanza seguono la sicurezza sociale, l'ambiente, l'energia e l'occupazione (ognuna di questi voci al 6%), mentre al quinto posto si piazza il tema della crisi dell'euro e dell'UE.

La questione migratoria viene indicata come maggiore preoccupazione dagli elettori di quasi tutti i partiti: UDC (49%) PPD (20%), PLR (27%), PBD (30%), e PS (18%). Fanno eccezione i Verdi e i Verdi liberali, che invece si dicono preoccupati per le questioni ambientali, ma anch'essi mettono al secondo posto la problematica migratoria.

Il sondaggio dell'istituto gfs.Berna ha un margine di errore stimato a +/- 2,2 punti percentuali.

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SDA-ATS