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Nonostante volumi di vendite in crescita Barry Callebaut, maggior produttore di cioccolato al mondo, ha archiviato l'esercizio 2014/15 (chiuso a fine settembre) con un utile netto in calo del 5,9% su un anno a 239,9 milioni di franchi.

In una nota odierna, il gruppo spiega questa flessione con gli alti prezzi del cacao, cui si sono aggiunti gli effetti negativi dei cambi e le imposte.

I volumi di vendite sono cresciuti nel periodo in rassegna del 4,5% a 1,79 milioni di tonnellate. Si tratta di una prestazione superiore a quella del mercato che, secondo il comunicato della società, ha registrato una flessione complessiva del 2,7%.

Dopo un avvio moderato - si legge nella nota - il volume delle vendite ha subito un'accelerazione, particolarmente evidente nell'ultimo trimestre dell'esercizio.

In ascesa anche i ricavi: +6,4% a 6,24 miliardi. Tale incremento si spiega sia col rincaro della materia prima, ossia le fave di cacao, sia con l'incremento dei volumi.

Gli effetti dei cambi si sono fatti sentire a livello di utile operativo, chiuso in leggera flessione (-0,3%). In monete locali si è registrata invece una progressione del 7,4% a 414,8 milioni.

A trascinare i ricavi sono stati tutti i mercati, in particolare il Nord America, così come il settore Gourmet e le forniture per altri produttori.

In Europa, il giro d'affari è calato dello 0,4% a 2,56 miliardi (+11% in monete locali), mentre l'utile operativo è salito dell'8,1%. Più sofferto invece l'andamento degli affari nell'Europa dell'Est, in Medio Oriente, in Africa e in Russia.

Nelle Americhe, le vendite hanno registrato un balzo del 17%, confermando l'ottima tenuta di quest'area. In Asia-Pacifico la progressione dei guadagni è stata dell'8,3% a 270 milioni.

Per il futuro degli affari, Barry Callebaut intravvede ulteriori sfide, ciò che avrà effetti sulla redditività. Il gruppo ha quindi rivisto al ribasso i propri obiettivi. Per i prossimi tre anni, il volume delle vendite dovrebbe salire del 4-6% invece dell'6-8%.

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SDA-ATS