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La Banca Centrale Europea taglia i tassi di interesse ad un nuovo minimo storico dello 0,25% dallo 0,50% e il presidente Mario Draghi non esclude ulteriori sforbiciate nei prossimi mesi per "sostenere una crescita moderata" nell'Eurozona, con un'inflazione in picchiata che può trasformarsi nella temuta deflazione.

Ma le Borse reagiscono male e Milano è addirittura maglia nera con un tonfo del 2,07%. Lo spread Btp-Bund, invece, migliora e cala a 240 punti col tasso sul decennale al 4,08%. Tuttavia sulla seduta nervosa dei listini europei ha pesato soprattutto il timore che la Federal Reserve possa iniziare a ridimensionare gli acquisti di obbligazioni, dopo che il Pil Usa nel terzo trimestre è cresciuto oltre le stime: del 2,8% contro un +2% previsto.

"La Bce è pronta a considerare tutti gli strumenti a disposizione per sostenere l'Eurozona. Potremmo perfino tagliare nuovamente i tassi d'interesse", afferma il numero uno dell'Eurotower nella conferenza stampa che segue la riunione del board, ribadendo che resteranno "bassi per un periodo prolungato di tempo" e spiegando che "non vedo deflazione" ma "solo un protratto periodo di bassa inflazione".

Nell'Eurozona il tasso d'inflazione ad ottobre è rallentato allo 0,7%, segnando il livello più basso da novembre 2009 e risultando anche inferiore a quello del Giappone per la prima volta dal 1998, e dunque molto lontano dall'obiettivo della Bce di mantenere l'inflazione sotto o prossima alla soglia del 2%.

In questo scenario, i 23 membri del Consiglio direttivo Bce erano sotto pressione affinché facessero qualcosa di concreto ed infatti lo stesso Draghi ha sottolineato che all'interno del board c'è stato un consenso generale sul fatto che "bisognava agire".

Il nuovo taglio dei tassi Bce è letto dagli investitori come il segnale di una economia europea che resterà debole per molto tempo e così le piazza del Vecchio Continente, dopo una breve accoglienza favorevole, hanno invertito la rotta.

Dietro Milano, la peggiore è Madrid (-0,98%), quindi Londra (-0,66%) e Parigi (-0,14%), mentre regge Francoforte chiudendo in positivo (+0,44%). A Piazza Affari vanno a fondo i bancari; Bpm (-4,99%), Mps (-3,49%), Unicredit (-3,34%) e Mediolanum (-3,31%).

Sul mercato valutario l'euro crolla dopo il taglio Bce, scendendo fino a 1,3296 dollari da 1,3507 prima della mossa di Draghi, per poi risalire in serata a 1,3430 dollari.

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SDA-ATS