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La politica dei tassi bassi della Bce, dal 2008, è costata alla Germania 327 miliardi di euro. Lo dice il presidente dell'istituto di Monaco Ifo, Hans-Werner Sinn, al magazine Wirtschaftswoche.

"Nel 2015, e dunque prima dell'ultima riduzione dei tassi, alla Germania i costi bassi, rispetto al 2007, sono costati complessivamente (considerando pubblico e privato) 89 miliardi".

Secondo Sinn, i sei paesi dell'eurozona in crisi, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna, Irlanda e Cipro, invece, hanno goduto di un risparmio di 316 miliardi grazie alle stesse misure. Il beneficio complessivo per questi paesi, fino alla fine del 2015, ammonterebbe, secondo i calcoli dell'Ifo, a 400 miliardi.

Sinn torna ad attaccare le decisioni della Bce: "Le ultime misure vanno ben oltre i confini della ragionevolezza", afferma. "Si tratta di un arrogante tentativo da parte dei rappresentanti dei Paesi indebitati, che si trovano nel Consiglio della Bce, di alleggerire il peso dei debiti attraverso tassi bassi o addirittura negativi", ha concluso.

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SDA-ATS