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La Banca Centrale Europea resta vigile sulla Cina ma minimizza il crollo della Borsa del gigante asiatico, mentre teme di più gli effetti del continuo calo del petrolio sulla stabilità dei prezzi nell'Eurozona.

La disinflazione proveniente dalla Cina e causata dalla svalutazione dello Yuan da parte della autorità di Pechino "non è un fattore principale" sull'andamento dell'inflazione nell'Eurozona, "pesa di più il calo del petrolio", ha spiegato il vicepresidente della Bce, Vitor Constancio, parlando ad una conferenza a Mannheim, in Germania.

Sotto i 40 dollari al barile, il greggio è ai minimi degli ultimi sei anni e con un tasso d'inflazione nell'Eurozona invariato allo 0,2% a luglio, Francoforte potrebbe rivedere al ribasso le sue stime di un +1,5% per l'anno prossimo. Tuttavia "la Bce è pronta a usare tutti gli strumenti disponibili per far fronte a cambiamenti sulle prospettive d'inflazione", ha garantito il vice di Mario Draghi, aggiungendo di essere "fiducioso che il piano di acquisto di titoli riporterà l'inflazione verso livelli in linea con la nostra definizione di stabilità dei prezzi".

Francoforte sta rastrellando titoli di Stato e privati al ritmo di 60 miliardi di euro al mese attraverso il programma di Quantitative easing nello sforzo di riportare l'inflazione vicino ma sotto al 2% e il Qe, che dovrebbe durare almeno fino a settembre 2016, "andrà avanti fino a quando non vedremo una correzione ben precisa nel percorso dell'inflazione, secondo i nostri obiettivi di medio termine", ha sottolineato Constancio.

E tornando sul tema scottante della Cina, il vicepresidente della Bce ha sdrammatizzato, spiegando che "le indicazioni che arrivano ci dicono che l'economia cinese non sta rallentando così tanto da giustificare il crollo della Borsa" ed "i mercati oggi stanno correggendo l'iniziale reazione eccessiva ai fatti cinesi". Dopo i crolli di ieri le Borse continentali hanno messo a segno oggi il maggior rimbalzo degli ultimi quattro anni.

Cina e petrolio saranno certamente temi di primo piano giovedì prossimo all'Eurotower, quando il presidente Draghi e il consiglio direttivo Bce si riuniranno dopo la pausa estiva. Ma dalle dichiarazioni di Constancio sembra improbabile che l'Istituto centrale annunci da subito nuove misure straordinarie, come ad esempio aumentare o accelerare il Qe.(ANSA)

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SDA-ATS