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Il Tribunale regionale di Berna-Mittelland ha condannato oggi a 12 anni e nove mesi di carcere il sedicente "guaritore" accusato di aver inoculato intenzionalmente il virus dell'Aids ad almeno 16 persone. Il pubblico ministero aveva chiesto 15 anni, la difesa l'assoluzione, sostenendo che sussistono "troppi dubbi" per emettere una sentenza di colpevolezza.

Il processo si era aperto lo scorso 6 marzo. Il 14 marzo c'era stato un vero e proprio colpo di scena. Poiché il 54enne insegnante di musica non si era presentato in aula il mattino adducendo ragioni mediche, i giudici avevano ordinato alla polizia di prelevarlo a casa. Quando gli agenti sono arrivati, l'uomo li ha accolti brandendo un coltello e una spada da samurai, poi si è barricato in casa e ha minacciato di sparare dalla finestra. Dopo un assedio durato circa 24 ore, le forze speciali della polizia hanno preso d'assalto il suo appartamento e lo hanno arrestato. Il "guaritore" è di nuovo comparso in aula il 18 marzo, dopo essere stato ricoverato al reparto detenuti dell'Inselspital.

Il caso era stato reso noto solo nel 2010, anche se era emerso già nel 2004, quando durante una consultazione all'Inselspital di Berna un paziente aveva espresso forti sospetti che all'origine della sua infezione da HIV ci fosse un trattamento di agopuntura fattogli dal "guaritore". Poco dopo altre due persone avevano raccontato una storia analoga. L'ospedale ha allora cominciato a indagare sistematicamente su altri casi poco chiari e ha infine consigliato alle vittime di sporgere denuncia.

Un'inchiesta penale è stata aperta nel 2005. Il "guaritore", a parte 72 giorni di detenzione preventiva, è sempre rimasto a piede libero, un fatto criticato a più riprese da stampa e opinione pubblica, anche perché l'uomo ha continuato - e continua tuttora - a fare pubblicità per la sua scuola di musica su internet, anche con un video su Youtube in cui loda le sue qualità d'insegnamento.

La maggior parte delle vittime erano proprio allievi che oltre a seguire i suoi corsi di musica si affidavano anche alle sue cure "alternative". L'uomo, che non è sieropositivo, con diversi pretesti sarebbe riuscito a pungere le vittime e a contaminarle con sangue contenente il virus HIV e in parte anche con quello dell'epatite C.

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SDA-ATS