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Per il secondo sabato consecutivo, il 17 ottobre, la maggior parte dei posti di polizia del canton Berna rimarranno chiusi per consentire la mobilitazione degli agenti in vista dell'annunciata "passeggiata serale antifascista".

Questa è stata indetta dagli autonomi di estrema sinistra nella città federale.

Solo le sedi di Berna Waisenhausplatz, Bienne, Thun e Interlaken rimarranno aperte. Il provvedimento avrà ripercussioni soprattutto per chi vuole presentare una denuncia. La polizia rimarrà raggiungibile tramite il numero telefonico 117 per le emergenze e sarà presente anche sulle strade, si rassicura in un comunicato.

Il Municipio di Berna ha fatto sapere che non ammette alcuna "passeggiata antifascista" nel fine settimana: l'esecutivo cittadino ha incaricato la polizia cantonale di soffocare sul nascere dimostrazioni non autorizzate, come già era avvenuto sabato scorso.

Sabato sera circa 300 persone si erano radunate nel centro autonomo della Reitschule. Volevano spingersi nel centro città ma la polizia giunta in forze anche da diversi altri cantoni ha isolato la zona. I dimostranti si sono quindi limitati a sparare petardi e tenere discorsi vicino alla stazione.

Il sedicente "Gruppo gioventù rivoluzionaria" che aveva programmato la marcia "antifascista" ha lanciato un appello via internet a tornare in piazza questo sabato.

Una richiesta ufficiale di autorizzazione non è ancora stata inoltrata, ha comunicato oggi il Municipio. L'esecutivo cittadino ritiene irresponsabile proprio nel fine settimana che precede le elezioni federali permettere una manifestazione con un elevato potenziale di rischio. "Critico inoltre è il fatto che questa dovrebbe svolgersi nell'orario di apertura dei negozi, quando in città è da prevedere un'elevata affluenza di persone".

A Berna valgono le disposizioni emanate nel dicembre 2014 secondo le quali le dimostrazioni nel periodo preelettorale sono autorizzate soltanto su una piazza (senza cortei per le strade), esclusa quella davanti a Palazzo federale, dove sono in linea generale bandite per tutto il mese di ottobre.

La posizione del Municipio resta quindi immutata, sottolinea il comunicato: la polizia deve "tempestivamente impedire" dimostrazioni non autorizzate. L'esecutivo chiede di non partecipare ad eventuali raduni.

Gli autonomi hanno da parte loro confermato sul sito internet di non aver inoltrato alcuna richiesta di autorizzazione. Non si lasciano prescrivere dove, quando e come devono esprimere la loro protesta. Al Municipio rosso-verde il "Gruppo gioventù rivoluzionaria" rimprovera "restrizioni di libertà di pensiero".

La manifestazione dovrebbe puntare tra l'altro "contro il continuo spostamento a destra", "contro la misantropica politica d'asilo" e "per una società senza padroni, oppressione e sfruttamento".

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SDA-ATS