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La donna si trova già in cella.

KEYSTONE/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

Una tailandese ha attirato in Svizzera circa 80 donne per poi farle prostituire. Il Ministero pubblico bernese la accusa di tratta di essere umani per mestiere, promovimento della prostituzione, riciclaggio di denaro e infrazione della legge sugli stranieri.

La 57enne si trova già dietro le sbarre. Le indagini sono proseguite per anni, si legge in un comunicato odierno della procura. Dal 2011 l'imputata ha organizzato l'immigrazione di donne provenienti da zone povere della Thailandia. Queste dovevano poi pagare fra i 25'000 e i 30'000 franchi lavorando come prostitute in locali sparsi in diversi cantoni.

L'intero importo guadagnato veniva preso dai locali per i quali lavoravano: metà rimaneva nelle tasche dei proprietari mentre l'altra metà serviva a ripagare i "debiti di viaggio". Le prostitute venivano sorvegliate e non avevano libertà di movimento. Circa 80 vittime - fra donne e transessuali - sono comunque riuscite ad avvertire le autorità.

La sospettata è stata arrestata nell'ottobre del 2014 all'aeroporto di Zurigo. La procura non ha fatto ancora fatto richieste formali per la pena, ma - secondo quanto dichiarato all'ats da un portavoce - in linea teorica potrebbero essere domandati fino a 20 anni di carcere.

SDA-ATS