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Il segretario generale dell'UDC Martin Baltisser e la sua supplente Silvia Bär chiedono l'assoluzione in seconda istanza dalla condanna per discriminazione razziale.

Ai due era stata inflitta una pena pecuniaria con la condizionale per l'inserzione pubblicitaria intitolata "Kosovaren schlitzen Schweizer auf!" (nella versione italiana "Dei kosovari pugnalano uno svizzero", mentre in tedesco non è chiaro se si tratti di uno svizzero o degli svizzeri in generale).

L'avvocato di Baltisser, Thomas Wirz, ha sostenuto oggi davanti al Tribunale d'appello del canton Berna che l'inserzione in questione - se trattata in modo isolato - contiene una formulazione ambigua. Tuttavia sia il titolo che il testo devono essere considerate come un tutt'uno.

Secondo il legale, nel testo è chiaro che si tratta di un caso concreto, ovvero il fatto di sangue avvenuto il 15 agosto del 2011 a Interlaken (BE), in cui un kosovaro aveva accoltellato alla gola uno svizzero che aveva rischiato di morire dissanguato. A suo avviso, la vicenda è stata riprodotta in modo corretto. L'inserzione era d'altro canto servita per chiedere la rapida attuazione dell'iniziativa per l'espulsione dei criminali stranieri e di quella "Contro l'immigrazione di massa".

Stando a Wirz, la versione francese dei cartelloni pubblicitari afferma senza equivoci che "Des kosovars poignardent un Suisse". Con questa frase i kosovari non sono assimilati indistintamente come un'etnia, ha spiegato l'avvocato. In Kosovo, vivono infatti diversi gruppi etnici, tra cui kosovari albanofoni, turchi, bosniaci e croati. Con la parola "Kosovaren" ci si voleva riferire soltanto alla provenienza geografica degli uomini coinvolti nell'aggressione di Interlaken.

Secondo i giudici di primo grado, invece, con l'inserzione pubblicitaria tutti i kosovari sono assimilati indistintamente a dei criminali violenti.

Il legale dei due kosovari chiede pertanto una conferma della condanna pronunciata in prima istanza nei confronti di Baltisser e Bär, ovvero pene pecuniarie con la condizionale basate sul reddito e sulla diversa situazione personale: per Bär la sanzione ammontava a 23'400 franchi e per Baltisser a 17'400. Insieme hanno dovuto anche far fronte ai costi procedurali di 7'330 franchi. Un risarcimento di 13'500 franchi era pure previsto per i due cittadini kosovari che si erano rivolti alla giustizia.

La sentenza dovrebbe essere emessa verosimilmente già durante il pomeriggio di oggi.

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SDA-ATS