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Una banca dati 'dinamica' per controllare meglio i sospetti jihadisti, nuove limitazioni per la concessione dei passaporti. Sono solo alcune delle misure del pacchetto antiterrorismo decise dal governo belga che entreranno in vigore dal primo gennaio.

Dopo le gravi accuse di incompetenza e le inaccettabili falle emerse all'indomani delle stragi di Parigi, Bruxelles tenta di recuperare credibilità, nei giorni in cui l'allerta in città resta molto alta.

L'elemento centrale della nuova politica del governo è la creazione di una nuova banca dati 'dinamica' grazie al quale i diversi corpi di Polizia, locali e federali, potranno in futuro accedere e condividere tutte le informazioni sui dati in loro possesso sui sospetti jihadisti. Proprio la mancanza di questo coordinamento e la incapacità di elaborare con la dovuta attenzione le varie segnalazioni hanno portato al disastro investigativo nei giorni precedenti e successivi alle stragi di Parigi.

Il governo ha quindi lanciato un piano globale di prevenzione del terrorismo, mirato su Molenbeek, la zona di Bruxelles dove è altissima la concentrazione di potenziali soggetti radicalizzati. Qui sarà rafforzata la presenza degli agenti: una richiesta avanzata dalla 'sindaca' della zona, Françoise Shepmans, già nelle ore successive del 13 novembre. Com'è noto la Polizia di Molenbeek aveva schedato i due fratelli Brahim e Salah Abdeslam, uno morto, l'altro scappato dopo gli attentati di Parigi, da anni. Ma nessuno ha mai pensato di fermarli o perchè la segnalazione non è stata mai presa sul serio o perchè, secondo le diverse versioni, la Polizia centrale, l'unica ad avere il potere d'arresto, non s'è mai mossa.

Nuove regole anche per quanto riguarda i passaporti: su segnalazione dell'antiterrorismo, la controversa Ocam, i sindaci possono ritirare il passaporto per un periodo di tre mesi, allungabile sino a sei, a chi è sospettato di voler andare in Iraq o Siria per unirsi alle milizie dell'Isis.

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SDA-ATS