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Il Belgio si conferma un Paese spaccato, sull'orlo di una nuova crisi dopo le elezioni politiche di ieri: con la vittoria dei nazionalisti fiamminghi al Nord e quella dei socialisti di Elio Di Rupo nel Sud vallone, il Paese ripiomba nella situazione di ingovernabilità del 2009, quando per formare un esecutivo entrò nel guinness dei primati visto che gli servirono più di 500 giorni.

Il complicato processo per trovare una maggioranza che governi il Paese si è rimesso in moto oggi, e con gli stessi protagonisti del 2010 salvo il re, che è cambiato lo scorso anno. Il premier uscente Di Rupo ha rassegnato le dimissioni del suo governo al re Filippo, che è ora incaricato degli affari correnti e ha già avviato le consultazioni con i dirigenti dei principali partiti che andranno avanti fino a domani.

Salvo sorprese, Filippo dovrebbe chiedere al capo dei nazionalisti fiamminghi (N-va) e sindaco di Anversa, Bart De Wever, di cercare alleati anche tra i francofoni per trovare una maggioranza che appoggi un Governo. Il suo partito è arrivato primo, ma gli stessi quotidiani fiamminghi la definiscono una 'vittoria di Pirro' perché è molto lontano dall'avere la maggioranza, sia nelle Fiandre che a livello federale.

SDA-ATS