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"Per evitare speculazioni è stato meglio che la Banca nazionale svizzera abbia abolito all'improvviso" il tetto di cambio franco-euro: "semmai, questa decisione doveva venir presa già qualche mese prima e la BNS avrebbe perso alcuni miliardi in meno". Lo afferma, in un'intervista all'agenzia adnkronos, l'avvocato e finanziere Tito Tettamanti, secondo il quale la misura del cambio 1,20 era insostenibile e la Confederazione ne verrà fuori senza grossi problemi.

I cambi fissi sono "imposizioni artificiali che sono sempre economicamente pericolose per le distorsioni che comportano. Spesso oltre tutto inutili quando superano un breve periodo di assestamento".

"La tentazione della politica di poter dirigere e determinare i mercati - aggiunge Tettamanti - si rivela sempre costosa e quasi sempre inefficiente". Lasciando fare ai mercati "sembrerebbe che il cambio si debba attestare attorno alla parità: bisognerà però attendere l'impatto delle misure che la Bce deciderà questa settimana".

Tito Tettamanti non si fa impressionare dal malumore emerso nel mondo imprenditoriale svizzero: "Le proteste di chi era favorito da un cambio innaturale sono comprensibili, ma ovviamente di parte. Già dopo gli anni '70 la Svizzera è passata attraverso fasi di un franco alto". Anche allora, aggiunge, "l'industria svizzera ha ben reagito automatizzandosi e ridivenendo altamente competitiva".

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SDA-ATS