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Il governo tedesco reagisce al vertiginoso flusso di migranti inasprendo il diritto d'asilo con un pacchetto di leggi che entrerà in vigore già dal primo novembre, dopo l'approvazione di Bundestag e Bundesrat previste per metà ottobre.

Tra le misure, secondo quanto anticipato dai media tedeschi, ci sono regole più severe per le espulsioni, accelerazione delle procedure d'esame delle richieste di asilo, classificazione di Albania, Kosovo e Montenegro come paesi di origine "sicuri" e quindi meta di rimpatri.

Sul versante delle prestazioni sociali, nei centri di prima accoglienza il contributo giornaliero in denaro ai profughi verrà sostituito con la fornitura di beni materiali. Saranno facilitate le espulsioni attraverso un meccanismo che dovrebbe scoraggiare il rifiuto di lasciare il paese: chi farà passare la data limite per la partenza andrà incontro a una riduzione delle prestazioni fino a termini di pura sussistenza. Non sarà comunicata una nuova data di partenza e l'espulsione avverrà in maniera coatta.

Per chi invece rimarrà in Germania perché riconosciuto come profugo, sarà più veloce la strada dell'integrazione: già dopo tre mesi sarà possibile ottenere contratti di lavoro temporaneo e accesso a corsi di lingua gratuiti.

Capitolo ricco quello dei finanziamenti agli enti locali. Per il 2015 lo stato ha raddoppiato a 2 miliardi di euro il contributo ai Laender per la gestione dell'emergenza. Dal 2016, lo stanziamento ammonterà a 670 euro mensili per rifugiato. Assieme a ulteriori trasferimenti, regioni e comuni dovrebbero poter contare per l'anno prossimo su un finanziamento pari a 4 miliardi di euro.

Varato il pacchetto, già spuntano però proposte d'integrazione. Una parte della cdu, il partito di Angela Merkel chiede di esentare i rifugiati dal salario minimo, il compenso di 8,50 euro all'ora che, secondo gli esponenti della Cdu, rischierebbe di tagliare fuori manodopera poco qualificata.

Ulteriori proposte che verranno portate in parlamento riguardano elasticità degli orari e semplificazione dei contratti. "Non abbiamo bisogno di nuove regole ma di rendere più flessibili quelle che ci sono", ha detto al quotidiano Die Welt un componente del presidio della Cdu, Jens Spahn, "solo così potremo accelerare l'integrazione dei rifugiati nel mercato del lavoro tedesco".

Sulla rapidità di inserimento dei nuovi arrivati si giocherà, a detta di molti commentatori, la sfida scomoda che Merkel ha lanciato a quella parte del paese intimorita dal flusso enorme dei migranti.

Nell'opulenta regione meridionale del Baden-Wuerttemberg, ancora un attentato incendiario a un edificio che, da qui a qualche giorno, avrebbe dovuto ospitare un gruppo di profughi. Lunedì, a Dresda, Pegida ha mostrato di aver ritrovato vigore dopo il declino dei mesi passati. Sotto le insegne del movimento dei patrioti anti-islamici hanno sfilato 9 mila cittadini, scandendo slogan contro stranieri, politici e giornalisti. La rete televisiva Mdr ha riferito che, mentre il corteo transitava davanti al parlamento sassone, due reporter sono stati colpiti con calci e pugni e hanno riportato ferite al volto.

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SDA-ATS