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Berna: manifestazione contro esportazione armi

"No ad armi svizzere in paesi in guerra civile", dice lo striscione mostrato da due manifestanti.

(sda-ats)

Un centinaio di persone hanno protestato questa sera sulla Bahnhofplatz di Berna contro l'allentamento delle norme sulle esportazioni di armi.

La Svizzera non deve essere un paese che trae profitto dalla guerra, hanno chiesto i manifestanti, per la maggior parte giovani.

I dimostranti avevano risposto a un appello dell'alleanza indipendente StandUpForPeace. Nelle ultime settimane diversi articoli di stampa hanno suscitato accese discussioni sul materiale bellico svizzero. È stato rivelato, ad esempio, che granate a mano della Ruag sarebbero state usate in Siria e Libia. Domenica il "SonntagsBlick", ripreso ieri dal "Blick", ha riferito - pubblicando una foto di soldati sauditi che sarebbe stata scattata alla fine dell'anno scorso - che l'esercito di Riad ha usato fucili d'assalto svizzeri nella guerra dello Yemen.

I partecipanti al raduno di Berna si sono indignati per l'uccisione di persone con armi svizzere. "Non vogliamo armi elvetiche nelle zone di conflitto e nei paesi con violazioni dei diritti umani", ha detto un partecipante in un breve discorso.

I manifestanti hanno chiesto tra l'altro un embargo da parte di Berna sulle armi per paesi come l'Arabia Saudita, Israele, il Pakistan e gli Stati Uniti: le esportazioni di armi non dovrebbero essere agevolate, ma rese più difficili.

Il Consiglio federale desidera rendere meno rigide le disposizioni. Ora dovrebbe essere possibile autorizzare le esportazioni verso i paesi in guerra civile se non c'è motivo di credere che il materiale bellico sarà utilizzato nel conflitto interno. Il Consiglio nazionale desidera tuttavia esaminare più da vicino le esportazioni in futuro e vuole che il Parlamento possa decidere i criteri per l'autorizzazione delle esportazioni di armi. Se anche il Consiglio degli Stati si mostrerà d'accordo, non sarà più il Consiglio federale a decidere.

Il raduno sulla Bahnhofplatz è stato pacifico. Molti partecipanti innalzavano striscioni o bandiere. Erano presenti anche rappresentanti della Gioventù socialista (Juso) e dei Giovani verdi.

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