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Prosegue il dialogo fra Svizzera e Cina sui diritti umani (foto d'archivio).

KEYSTONE/MARTIAL TREZZINI

(sda-ats)

La 15.ma tornata del dialogo sui diritti umani tra la Svizzera e la Cina si è svolta ieri e oggi a Berna. I temi dell'incontro riguardavano ad esempio il sistema giudiziario e penitenziario e la pena di morte.

Si è parlato anche di diritti delle minoranze e del rafforzamento del sistema internazionale di tutela dei diritti umani, precisa un comunicato del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

"I colloqui, condotti in via riservata, hanno consentito un confronto franco, costruttivo e reciprocamente critico sulla situazione dei diritti umani nei due Paesi", afferma la nota.

Le discussioni quest'anno si sono concentrate sul sistema giudiziario e penitenziario e sui diritti delle minoranze. "La Svizzera ha espresso la propria preoccupazione per il perseguimento penale nei confronti di avvocati e difensori dei diritti umani, e per le annesse accuse di torture", scrive il DFAE. Berna ha rammentato gli obblighi procedurali, come quello di garantire alla persona in fermo la possibilità di ricorrere a un'assistenza legale di sua scelta e il dovere di informare la famiglia.

Oggi la delegazione cinese ha visitato anche la sede della polizia cantonale a Berna e il carcere di Burgdorf per capire come viene garantita la tutela dei diritti umani delle persone che si trovano in custodia della polizia e sotto indagine in Svizzera.

SDA-ATS

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